domenica 1 agosto 2010
sabato 12 giugno 2010
venerdì 11 giugno 2010
Comunicato stampa : FACO di Cameri ovvero l’ennesima sparata.
I giornali locali si stanno sbizzarrendo nel presentare come “grande opportunità” per il territorio novarese l’inizio dei lavori del FACO ( il capannone dal costo previsto di 605 milioni di euro)per l’assemblaggio del cacciabombardiere F-35 all’interno della base aerea di Cameri ( lavori che dovevano iniziare nell’ottobre del 2008) ma a causa della lievitazione dei costi del caccia da parte della Lockheed Martin, in concomitanza con la crisi economica globale, hanno messo in forse l’intero progetto. I comitati di affari e le lobby degli armamenti, che si erano impegnati per mettere le mani sull’immenso giro di miliardi ( 14 miliardi di euro per l’F-35) sentivano che l’affare poteva sfumare avevano cominciato a mugugnare per questo sono intervenuti a varie riprese il ministro della difesa La Russa e il sottosegretario Corsetto per tranquillizzare la famelica consorteria non hanno trovato di meglio che fare partire i lavori per il capannone per gettare un po’ di fumo negli occhi a tutti. E’ vergognoso che in un momento di crisi come questo dove tutti vengono chiamati a fare “sacrifici”, addirittura le famiglie devono dare agli studenti la carta igienica e i gessetti a loro spese perché non ci sono i soldi, assistiamo a uno sperpero di denaro pubblico per le inutili spese per gli armamenti e per la guerra ( la guerra solo in Afganistan costa agli italiani 1,5 milioni di euro al giorno). Tanto per sgombrare il campo da notizie volte a gettare fumo negli occhi dei cittadini diciamo che l’appalto aggiudicato dall’impresa Maltauro di Vicenza per 150 milioni di Euro (quasi 300 miliardi delle vecchie lire), sono solo per la costruzione del capannone prefabbricato, questa è la prima trance che và interamente nelle tasche dell’impresa Maltauro e che utilizzerà solo alcune decine di dipendenti della stessa azienda vicentina. Quindi la “torta” dell’appalto andrà ad esclusivo beneficio della Maltauro stessa, con ricadute quasi nulle sul territorio. Siamo certi che i vari “comitati d’affari” e i sostenitori della fabbrica della morte non dormiranno sonni tranquilli. L’Assemblea permanente e il movimento nowar continuerà la sua battaglia per impedire che le immense risorse destinate agli armamenti e alla guerra siano bloccati e investiti in attività utili a tutta la popolazione.
Assemblea Permanente NO F-35
Per info: info@nof35.org
www.nof35.org ci trovi anche su facebook
Novara, 09/06/2010
domenica 30 maggio 2010
Scritto per noi da
Stefano Ferrario
28/05/2010
Finmeccanica: sistemi a infrarossi per esercito Usa
DRS Tecnologies, gruppo Finmeccanica, si è aggiudicata lo scorso 14 settembre un contratto da 1,9 miliardi di dollari dall'Esercito degli Stati Uniti
28/05/2010
L'intesa si inserisce nell'ambito di un accordo più ampio per la fornitura complessiva di 15 M-346 "Master" e relativo supporto.
giovedì 15 aprile 2010
giovedì 25 marzo 2010
“Piombo fuso” su Gaza: una guerra giusta?
Una giusta guerra di risposta ad attacchi terroristici.
Così è stata definita l’operazione Piombo fuso che si è abbattuta dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009 sulla popolazione palestinese della Striscia di Gaza provocando 1400 morti di cui 900 civili e più di 5000 feriti.
Il timore di prendere posizione ha paralizzato la comunità internazionale di fronte ad un massacro che nessuno ha avuto la forza e l’autorità di impedire.
Un silenzio della politica e delle coscienze che è stato interrotto in maniera flebile solo da qualche rara dimostrazione di solidarietà. Come quella svoltasi nella piazza della pace di Ciampino il 9 gennaio del 2009 dove abbiamo invitato glia amici di Angelo Frammartino, giovane volontario di Monterotondo che ha dato la vita per la pace a Gerusalemme, nel 2006, mentre era impegnato in un progetto di sostegno ai bambini che vivono il dramma del conflitto israelo-palestinese. Quel momento di silenzio e partecipazione ci ha permesso di conoscere la presenza di famiglie palestinesi residenti da anni nel nostro territorio.
L’occasione di presentare il libro di Nandino Capovilla, referente nazionale di Pax Christi, sulla comunità cristiana di Gaza vuol dire dare spazio alle ragioni della convivenza, di chi riesce a costruire ponti e non muri. Come accade per il movimento Combatants for Peace,che riunisce ex soldati israeliani ed ex prigionieri palestinesi che, dopo aver sperimentato personalmente l’inutilità della guerra, attraverso la non violenza, puntano alla riconciliazione dei due popoli.
La consapevolezza di poter raggiungere la pace solo attraverso l’incontro e il dialogo non comporta affatto l’oblio di quanto avvenuto a Gaza e delle attuali pericolose conseguenze di quella guerra.
Non possiamo essere così ipocriti dal predicare la pace quando le nostre convivenze sono quotidianamente messe in pericolo da banali questioni condominiali. Basti pensare alla nostra stessa cultura contadina, dove la disputa sulla proprietà della terra accompagna con il rancore intere generazioni.
Affrontare la questione del bombardamento di Gaza
- Vuol dire accettare la sfida di chi dichiara che una guerra possa essere giusta.
- Vuol dire accettare il confronto, rifiutando di consegnare la storia e la vita di ciascuno di noi ad un destino di scontro e prevaricazione.
- Vuol dire impegnarsi qui ed ora a tessere una trama di rapporti tra persone inserite nello stesso destino di giustizia e pace.
Mercoledì 7 aprile 2010, ore 18.30
Ciampino Sala Consiglio comunale
Via IV Novembre
Associazione Ottantanove - Associazione Teresio Olivelli
domenica 21 marzo 2010
SPESE MILITARI
La Corte dei conti Usa: prezzo raddoppiato e ritardo di due anni per il progetto internazionale
Manlio Dinucci

Il costo del cacciabombardiere F-35 Lightning II è lievitato da 50 a 113 milioni di dollari per aereo: ne dà notizia Il Sole 24 Ore (18 marzo). Non è uno scoop: un anno fa avevamo scritto su il manifesto (15 aprile 2009) che «il caccia verrà a costare più del previsto». Lo provava già allora il fatto che, per acquistarne 131, il governo italiano aveva deciso di stanziare 12,9 miliardi di euro.
Ora la Corte dei conti Usa conferma che il costo è quasi raddoppiato e, di fronte un ritardo di due anni e mezzo sui tempi previsti, il Pentagono chiede alla Lockheed di modificare il contratto e trasformarlo a prezzo fisso. Il Congresso dovrà riapprovare il programma, il più costoso della storia militare Usa (323 miliardi di dollari per 2457 aerei) «benché nessuno si aspetti un suo ridimensionamento».
Nel Parlamento italiano invece tutto tace, grazie al fatto che la partecipazione al programma dell’F-35 è sostenuta da uno schieramento bipartisan. Il primo memorandum d’intesa venne firmato al Pentagono nel 1998 dal governo D’Alema; il secondo, nel 2002, dal governo Berlusconi; il terzo, nel 2007, dal governo Prodi. E nel 2009 è stato di nuovo un governo Berlusconi a deliberare l’acquisto dei 131 caccia che, a onor del vero, era già stato deciso dal governo Prodi nel 2006. L’Italia partecipa al programma dell’F-35 come partner di secondo livello, contribuendo allo sviluppo e alla costruzione del caccia.
Vi sono impegnate oltre 20 industrie, tra cui Alenia Aeronautica, Galileo Avionica, Datamat e Otomelara di Finmeccanica e altre come Aerea e Piaggio. Negli stabilimenti Alenia verranno prodotte oltre 1200 ali dell’F-35. Presso l’aeroporto militare di Cameri (Novara) sarà realizzata una linea di assemblaggio e collaudo dei caccia destinati ai paesi europei, che verrà poi trasformata in centro di manutenzione, revisione, riparazione e modifica. A tale scopo il governo ha stanziato 605 milioni di euro, presentandolo come un grande affare per l’Italia: non dice però che, mentre i miliardi dei contratti per l’F-35 entrano nelle casse di aziende private, i miliardi per l’acquisto dei caccia escono dalle casse pubbliche.
Intanto l’aeronautica italiana continua a ripetere che «vuole il caccia F-35» e lo stesso fa la marina. Intervistato dal Sole 24 Ore (5 febbraio), il gen. Giuseppe Bernardis, nuovo capo di stato maggiore dell’aeronautica, ha detto che «i soldi per l’acquisto di nuovi velivoli sono sufficienti», ma scarseggiano quelli per l’addestramento.
Per far tornare i conti, l’aeronautica vuole limitare l’acquisto del caccia Eurofighter Typhoon (costruito da un consorzio europeo) a 96 aerei anziché 121, e cerca di vendere una ventina di Typhoon di seconda mano alla Romania e altri paesi. Si dà quindi priorità al caccia della Lockheed, superiore (garantisce Il Sole 24 Ore) per la sua «invisibilità e la sua capacità di attacco». Una scelta non solo militare ma politica, che lega l’Italia ancora più strettamente al carro da guerra del Pentagono.
(il manifesto, 20 marzo 2010)
giovedì 4 marzo 2010
http://it.peacereporter.net/articolo/20563/Gino+Strada:+crimini+di+guerra+in+Afghanistan
sabato 6 febbraio 2010
mercoledì 3 febbraio 2010
mercoledì 23 dicembre 2009
domenica 13 dicembre 2009
Rete Nazionale Semprecontrolaguerra
domenica 6 dicembre 2009

giovedì 12 novembre 2009
(Turi e Alberto)
La Rete nazionale Disarmiamoli! chiede l'immediato rilascio del militante pacifista
Turi Vaccaro, il "pellegrino di pace", noi tutti conosciamo perché nel 2005 è stato protagonista in Olanda di una storica azione pacifista: penetrato in un aeroporto militare della NATO aveva reso inservibili 2 aerei da combattimento F16 distruggendone i comandi a martellate.
Dopo aver partecipato alla Marcia per la Pace e la nonviolenza di Domenica, nei giorni successivi aveva interrogato a lungo i suoi sogni e aveva a lungo meditato per capire quale poteva essere il suo contributo personale all'affermazione della nonviolenza. Non sopportava l'idea che ci fosse un'altra base militare e voleva ribadire la priorità degli usi civili della terra che ci appartiene. L'estate di S. Martino (11 novembre) gli era sembrata simbolicamente favorevole alla sua semina e anche il Santo, patrono dei pellegrini.
Ieri pomeriggio è penetrato nella parte militare del Dal Molin insieme ad Agnese Priante del gruppo donne del Presidio.Aveva con se un disegno solare che le aveva affidato Alice delle Piagge (Firenze) dove era passato di recente percorrendo il suo itinerario di cammino della pace e della nonvilenza (Napoli-Vicenza) durato più di tre mesie conclusosi a Vicenza domenica 8 novembre. Diceva che lo aveva ricevuto proprio per favorire questa azione. Aveva preparato i semi secondo il sistema dell' agricoltura biologica di Fukuoka. (Inserimento dei semi in palline di argilla - la stessa del Dal Molin).
mercoledì 21 ottobre 2009

Il gruppo Emergency di Colleferro sarà presente a Segni in occasione della 52a Sagra del Marrone in Piazza Pericle Felici, zona Cattedrale.
Per info: http://www.emergency.it/ ; emecolleferro@libero.it ; tel. 3356545313
domenica 18 ottobre 2009
“SE VUOI LA PACE LOTTA CONTRO LA GUERRA”
a te che avevi appeso la bandiera arcobaleno al tuo balcone,
a te che hai firmato petizioni contro la guerra e per il ritiro delle truppe,
a te che sei scesa/o in piazza per chiedere la fine della guerra permanente,
travestita da missioni di pace,
a te che hai chiesto di tagliare le spese militari per riconvertirle in spese sociali,
a te che vorresti chiudere le fabbriche di armi per produrre beni per la vita,
e non più strumenti di morte,
a te che vorresti chiudere le basi militari perché minacciano la vita di altri popoli
e la salute del tuo paese,
a te che hai protestato contro le bombe atomiche ed hai chiesto il disarmo come unica sicurezza,
a te che hai contestato la retorica patriottica che giustifica la morte e la distruzione,
a te che ami la vita e odi la guerra perché non capisci la parola nemico,
a te che vuoi un’Italia di pace, solidale con gli altri popoli e non più complice della guerra globale,
a te che ripudi la guerra “ come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”,
a te che guardi alla Palestina, al Kurdistan, all'Africa, all'Iraq, all'Afghanistan, all'Iran, a tutto
PER SOSTENERE ANCORA IL MOVIMENTO CHE LOTTA PER LA PACE,
NELLE PIAZZE, NELLE SCUOLE, NELLE UNIVERSITA’, NEI LUOGHI DI LAVORO
SCENDIAMO IN PIAZZA CONTRO IL MILITARISMO,
CONTRO LE MISSIONI DI GUERRA,
PER IL RITIRO DELLE TRUPPE DALL’AFGHANISTAN !!
PATTO PERMANENTE CONTRO LA GUERRA- ROMA OTTOBRE 2009
E’ ANCHE UN MISFATTO ECONOMICO
PERCHE’ STORNA RISORSE DAI BISOGNI SOCIALI AGLI STRUMENTI DI MORTE:
In Italia con 3 milioni di euro al giorno si potevano risolvere in tutte le regioni i problemi dei rischi idrogeologici e del riassetto territoriale.
NO ALLE MISSIONI MILITARI – RITIRIAMO LE TRUPPE DALL’AFGHANISTAN
martedì 6 ottobre 2009


